15 minutes | Dec 21st 2020

Un caffé con Anna Magnani - Podcast

Nella mirabolante e relativamente breve vita di Anna Magnani vi è un aspetto che viene spesso trascurato e che invece Filippo Roncaccia pone al centro di questa sua “intervista impossibile”: il costante impegno nello studio, sorprendente per chi come l’attrice famosa nel mondo è ricordata soprattutto, oltre che per le grandi doti artistiche, per il forte temperamento e la carica di spontaneità. La sfolgorante carriera di Magnani, di cui nel 2023 ricorrerà il cinquantenario della morte, si snoda lungo un arco temporale che comprende sia uno dei periodi più bui della storia d’Italia, sia la successiva “rinascita della Patria” con il boom economico. Se si dovesse scegliere una figura femminile a simboleggiare lo Stivale di allora, di certo quella avrebbe le sembianze di “Nannarella”, la “sora Pina” del film “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. Quella pellicola del 1945, vero e proprio manifesto del neorealismo, rimarrà negli annali della cinematografia e darà fama internazionale a Magnani, che vi interpreta il ruolo di una donna del popolo uccisa dai nazisti mentre tenta invano di salvare il marito da una retata. Un personaggio fortemente caratterizzato che aprirà la via a “Serafina Delle Rose”, la protagonista de “La rosa tatuata” il film di Daniel Mann del 1955 con cui Magnani vince l’ Oscar, prima attrice non anglofona a ricevere l’ambitissimo premio. Ma di premi “Nannarella” ne collezionerà tanti: oltre all’ oscar, ben cinque nastri d’argento, due David di Donatello, un globo d’oro, una Coppa Volpi al Festival di Venezia, un Orso d’argento a Berlino, un Oscar della cinematografia britannica. Questi riconoscimenti vanno a premiare certo il talento ma anche – sottolinea l’autore di questo podcast – l’ impegno che Magnani ha profuso nello studio negli anni della scuola, del conservatorio e dell’ accademia di arte drammatica e anche nella sua attività artistica. Testo di Filippo Roncaccia, voci di Raffaele Viola e Linda Ramponi. Musiche: frammento da Ottorino Respighi – Feste romane: III L’ottobrata – Arturo Toscanini con la NBC Symphony Orchestra
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